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Aprire la Partita Iva per una Applicazione Iphone sull'Apple Store

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20.07.2009

Se ne parla - Nella foto: screenshot dell'Apple Store

Mia figlia ha visto con spavento un poliziotto in borghese che portava via un ambulante dalla spiaggia. "Perche' papa' ?"

Non aveva l'autorizzazione.

In un mondo semplice chi fa una cosa la vende.

In una società organizzata, come si dice, no.

 

PRIMI PASSI

L'idea, lo studio, l'applicazione, l'invio allo store, l'accettazione, la distribuzione.

Un imprenditore si tutela su tutti questi aspetti. Nel mondo del web si fa e si manda. La velocità varrebbe piu' di tanti contratti.

E invece di contratti se ne firmano tanti. E hanno valore. Prima ancora della partita iva la mia idea e' di non dare per scontato nulla.

Il Gphone sembra piu' aperto. Le applicazione di adobe air richiedono la distribuzione solo tramite adobe. Cosi' anche Apple.

Io, autore di un software, perche' dovrei accettare limitazioni nella distribuzione ? Mi pagano ?

Tutte queste valutazioni commerciali non vengono fatte. Si spera una applicazione di successo e che porti soldi. Apple offre una struttura di vendita incredibile, e questo ovviamente va tenuto presente. Ma Apple si fa pagare con le numerose condizioni che impone agli sviluppatori.

 

IMPRESA O LUNARIO

Bella idea, spero di farci i soldi.

Questa l'idea di chi vuole sbarcare il lunario.

Ma fare i soldi significa fare impresa ?

In linea di massima, quando si organizzano mezzi, capitali, contratti, e lo si fa con continuità, qualsiasi cosa che porti a lavorare richiede la partita iva. Anche se non si guadagna subito, per intenderci.

E' vero che all'inizio c'e' una certa tolleranza, su importi banali. Ma cio' non toglie che la regola e': se ti organizzi per lavorare, anche se guadagnerai dopo anni, devi aprire la partita iva.

Si parla giustamente in rete di importi superiori a 5.000 euro. Attenzione, se si tratta di qualcosa di unico. Non deve essere un lavoro stabile.

 

AUTORI

Per il software si parla di autori. Diritto d'autore. Come un cantante o uno scrittore.

La normativa consente agli autori un trattamento fiscale diverso. Pero', bisogna dirlo, pochi pensano di lavorare come appassionati. In ogni caso i primi proventi potrebbero essere qualificati come proventi da diritto d'autore.

Ma anche il cantante ha una partita iva: e' il suo lavoro.

Un commercialista aiuterà ad inquadrare la vostra situazione: mettetelo tra le voci di spesa.

 

ALTERNATIVE

Esisteono alternative: la possibilità di lavorare per altri. Si scrive un software, si firma un accordo con un imprenditore e gli si fa vendere il software, per banalizzare.

A voi spetteranno le entrate che stabilirete per contratto. Certo: questo fa qualificare il vostro lavoro non piu' come padroncino ma come qualcuno che deve rispondere ad altri del funzionamento, dei malfunzionamenti, degli aggiornamenti ... Insomma, tante cose che con lo store di Apple non sembra che siano da considerare.

Invece si scopre, con il tempo, che lavorare e' insieme ad altri. E ci sono vantaggi.

 

LE SPESE NASCOSTE

Oltre al commercialista c'e' la posizione previdenziale, la pensione. L'iscrizione all'inps o ad altro. Questo e' un mondo incredibile che richiede altre competenze.

Poi la camera di commercio, annuale, anche se costa poco.

Poi gli adempimenti fiscali, i pagamenti con f24 (in banca o online, meglio non dare mai al commercialista i vostri soldi per pagare il fisco).

E infine gli studi di settore, che sempre meno sono adeguati al lavoro su internet.

Vale la pena quindi ?

 

GRATIS O A PAGAMENTO

Diciamo che distribuire gratis, puntando ai numeri, significa creare qualcosa senza la necessità di creare una azienda. Pero' le aziende distribuiscono gratis, ricordatelo, non e' vero che gratis significa niente partita iva. Significa che chi inizia puo' ancora dire di non essere un imprenditore.

Contrattualmente, se non fosse che Apple impone quello che vuole lei, potreste riservarvi vari diritti per far diventare qualcosa di gratuito qualcosa che poi viene monetizzato.

In ogni caso lo Store di Apple non vi impedisce di farlo. Iniziate a distribuire, poi potrete essere contattati se l'idea e' ottima, da imprese che vi vogliono acquistare il prodotto.

Allora dovete pensare di tutelarlo (marchi, segni, deposito alla Siae prima della distribuzione come inedito, sezione olaf).

E in ogni caso dovrete fare un contratto con chi ve lo vuole comprare.

 

I CONTRATTI

Insisto spesso sui contratti. Un po' per lavoro, un po' perche' so che tutti ne hanno paura, abituati come siamo alle clausole piccole e ai contratti di telefonia mobile e non.

Purtroppo non se ne esce. E contratto significa anche accordo, ma soprattutto impegni da mantenere e rispettare.

Su questo punto bisogna essere chiari: una firma non impedisce di non adempiere. Il costo di un giudice pero' va valutato nel momento della stesura del contratto, in modo da non avere sorprese che ottengono risposta dopo anni, a costi elevati.

Quindi scegliere bene il proprio partner e i propri consulenti. Ovvio, ma meglio ricordarlo.

 

CONCLUSIONI

Si parlava di partita iva. Come vedi non e' solo un problema di partita iva. E' piu' ampio.

In materia ho scritto piu' volte su queste pagine e su MasterNewMedia.

Fare impresa non e' qualcosa che si spiega in due parole. Meno che mai a scuola, dove invece si potrebbe.

Quindi restiamo legati ad un mondo che parla di libero mercato, ma non spiega come iniziare. A meno che non si abbia una famiglia gia' aperta a questo mondo.

L'alternativa ? Molti si guardano all'estero. Dove il sistema fiscale funziona e non schiaccia chi inizia.

Perche' non solo i costi iniziali fiscali sono alti: restano alti nel tempo, e bisogna crescere.

Perche' gli studi di settore si aspettano che tu guadagni quanto le aziende affermate, in media. Ole'. 

Se sei un programmatore lascia le tue domande via email o nei commenti. Cerchero' di aiutarti.

Se sei un ragioniere, un commercialista o un consulente del lavoro proponi i tuoi consigli: e' difficile trovare qualcuno competente in materia, lasciando almeno la tua email.

 


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