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01.11.2005

Elogio dei giudici. Scritto da un avvocato

2 ed., XXXVI-406 p., brossura
Anno 1999
Editore Ponte alle Grazie
Collana Saggi prezzo: 32918 data: 2005 -
"Dalle pagine di Calamandrei balza un quadro vivacissimo e pieno di realismo, illuminato da un'aneddotica professionale e da una ricca messe di regolette preziose sulla difficile convivenza tra i due banchi dell'udienza: "l'avvocato deve sapere in modo così discreto suggerire al giudice gli argomenti per dargli ragione, da lasciarlo nella convinzione di averli trovati da sé". Calamandrei insiste particolarmente sul motivo della comunanza delle vite parallele: "il segreto della giustizia sta in una sempre maggior umanità e in una sempre maggiore vicinanza umana tra avvocati e giudici nella lotta contro il dolore." Recensione de L'Indice: (scheda pubblicata per l'edizione del 1989) scheda di Dalmotto, E., L'Indice 1991, n. 6 Principi processuali, aneddoti, ambiente e vita giudiziaria si trovano in questo nobile libro di Piero Calamandrei, che ritorna nelle librerie con la gradevole veste della quarta edizione, apparsa nel 1959, di cui riproduce anche i contenuti. Come in un caleidoscopio, incalzano vivide scenette. Attualissime discussioni si accendono tra fautori del collegio e fautori del giudice unico. Seguono considerazioni dissacranti, secondo cui, molte volte, il cliente dovrebbe ringraziare della vittoria non il proprio ma l'avvocato dell'avversario. Intercalati, compaiono ritrattini di giudici fin troppo assorti nel proprio magistero, tanto da ignorare la vitale realtà che tumultua (magari a sproposito) fuori dalla camera di consiglio. Divertentissimo, potremmo qualificare il tutto. Senonché, il superlativo non entra nel ricco vocabolario di Calamandrei: per senso della misura, certamente; tuttavia, anche per mestiere. Già Francesco Carnelutti avvertiva tra le pagine un poco di malinconia, esponendosi così alla replica dell'autore, il quale gli contrapponeva un ragionato ottimismo. indice (se non proprio di allegria) di serenità. Invero, il sentimento di dolorosa consapevolezza sembra una costante delle migliori riflessioni del mondo della giustizia su se stesso. Il pensiero corre ad un altro malinconico e bello scritto: il "Diario di un giudice", di Dante Troisi, edito nei tipi della Einaudi, per il quale auspichiamo una pronta ristampa.

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