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Naviga Civile.it con l'iPad: da oggi l'innovazione sara' riservata a chi finanzia lo sviluppo.

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27.05.2010

Finalmente arriva. - Logo realizzato da Armax.it

L'iPad arriva. In ritardo per chi l'ha ordinato online, e non e' bello, ma dal 28.5.2010 il 2 per mille degli italiani non saranno gli stessi.

Esageriamo ?

Certamente. E' un giocattolo divertente, ma anche riposante.

In cosa consiste la rivoluzione ?

Nel modo di leggere e nel modo di proporre i contenuti.

Quello che per i giornali italiani e' stata una corsa all'applicazione gratuita piu' diffusa, per noi e' sbagliato.

Le applicazioni dello store di Apple non sono approvate facilmente ne' velocemente.

Invece io voglio realizzare continuamente soluzioni veloci e utili insieme ai lettori di civile.it

So che chi visita Civile.it e' l'avanguardia tecnologica dei professionisti italiani. Fortemente motivati a migliorare il proprio lavoro e avere tutto a portata di un click.

A tutti voglio dirlo chiaramente: non esistono ad oggi soluzioni adeguate, bisogna riscrivere tutto da zero con un linguaggio che non e' uno standard. Questo richiede costi, costi che chiedero' ai lettori.

Civile.it restera' una vetrina sul mondo, dando opportunita' a tutti.

Ma quelli che lavorano e che vogliono soluzioni customizzate saranno entusiasti di entrare in una elite che puo' finanziare lo sviluppo tecnologico.

Noi abbiamo un numero incredibile di contenuti, di esperienza, e di soluzioni possibili.

Tu lettore invece sai esattamente cosa vuoi, cosa non ti piace, cosa ti manca.

Scrivici la tua idea, ora, subito. Potra' essere realizzata condividendo i costi con gli altri professionisti che vogliono dimostrare di voler creare qualcosa di utile per se, ed insieme ai colleghi.

Civile.it da oggi e' gia' consultabile diversamente per chi ha l'iPad.

Molte altre funzioni e scoperte verranno mostrate solo a chi accede con l'iPad a www.civile.it

IusOnDemand srl e' pronta.

Ricorda: collegati a www.civile.it con l'Ipad. Insieme faremo cose grandi.

E sono dieci anni che manteniamo le nostre promesse. Prima che gli altri seguano le nostre intuizioni.


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