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Discorsi Parlamentari di Alfredo Rocco

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02.11.2010

DISCORSI PARLAMENTARI ROCCO ALFREDO
DI ALFREDO ROCCO

Editore: Il Mulino
Collana: DISCORSI PARLAMENTARI
Pubblicazione: 01/2005
Numero di pagine: 709

Il volume raccoglie i discorsi più significativi pronunciati da Alfredo Rocco, deputato e ministro della giustizia e degli affari di culto dal 1925 al 1932, nelle Aule di Montecitorio e di Palazzo Madama, con un saggio introduttivo di Giuliano Vassalli.

alfredorocco.jpgRocco, giurista e uomo politico, contribuì in modo decisivo a delineare l'architettura istituzionale dello Stato fascista, con l'elaborazione delle leggi fondamentali del regime, dalla facoltà dell'Esecutivo di emanare norme giuridiche alla riforma generale dei codici.

Nel CD-Rom, allegato al volume, è ricostruita nella sua interezza l'attività parlamentare svolta da Rocco nelle Assemblee, negli Uffici e nelle Commissioni di entrambi i rami del Parlamento.

Cosi' da IBS si chiude la presentazione dell'opera realizzata insieme all'Archivio Storico del Senato:

" la lettura dei Discorsi parlamentari mi sembra un'occasione per riflettere sull'itinerario di un illustre giurista che scelse di destinare la propria cultura e le proprie capacità alla teorizzazione e all'edificazione di uno stato autoritario, liberticida, razzista e imperialista: la dittatura fascista."

 

 Da Wikipedia:

"Il 13 giugno (1924 ndr) Mussolini parlò alla Camera dei deputati, affermando di non essere coinvolto, ma anzi addolorato (ndr: si parla dell'omicidio Matteotti); al termine il Presidente della Camera Alfredo Rocco aggiornò i lavori parlamentari sine die, annullando di fatto la possibilità di risposta da parte dell'opposizione all'interno del Parlamento.

Il 26 giugno 1924 i parlamentari dell'opposizione si riunirono in una sala di Montecitorio, oggi nota come sala dell'Aventino, decidendo comunemente di abbandonare i lavori parlamentari finché il governo non avesse chiarito la propria posizione a proposito dell'omicidio Matteotti.

Il 16 agosto dello stesso anno fu ritrovato nel bosco della Quartarella il cadavere di Matteotti, aggravando la già complessa crisi del governo.

Dopo accese discussioni all'interno dello stesso Partito Nazionale Fascista (PNF), che vedeva contrapposti gli intransigenti e la frangia accondiscendente, Mussolini parlò alla Camera dei deputati il 3 gennaio 1925 (ndr: aveva 42 anni), assumendosi la responsabilità politica, morale e storica dei fatti: ricordando l'articolo 47 dello Statuto della Camera, che prevedeva la possibilità d'accusa per i Ministri del Re da parte dei deputati, chiese formalmente al Parlamento un atto d'accusa nei suoi confronti, senza che ciò avvenisse."

...

"Il 9 novembre 1926 la Camera dei deputati, riaperta per approvare le leggi eccezionali, deliberava anche la decadenza dei deputati aventiniani. (verificare fonte)"

Sempre da Wikipedia, su Alfredo Rocco:

"dal 1925 al 1932 fu ministro della Giustizia e degli Affari di culto e promosse la codificazione penale del fascismo, firmando il codice penale e quello di procedura penale del 1930, e conciliando la scuola penale Classica e quella Positiva col sistema del cosiddetto "Doppio Binario", ovvero l'alternanza fra pena e misura di sicurezza."


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